Si sono concluse ieri le Olimpiadi di Londra 2012. Di conseguenza termina anche la mia serie di scatti con “Olympic Circle 16″, dedicata alla maratona che, nel mio immaginario, decreta la fine dei Giochi. Per la giornata odierna avevo preparato una fotografia, di chiusura, molto Londinese, appostandomi sotto il Big Beng per immortalare l’orologio fasciato fra le bandiere dal Mondo.
Ma ieri, dopo aver scattato qualche fotografia da posizione molto scomoda, in bilico su una transenna, decisi di vedermi la seconda metà di gara davanti uno dei tanti maxi schermi disseminati per la città. Andai nel cortile interno alla Slade School of Fine Art e, oltre alla splendida vittoria dell’Ugandese Kiprotich, ebbi il privilegio di osservare una delle scene più commoventi delle mie Olimpiadi. Questa è l’immagine che decido quindi di proporvi come chiusura come sunto di umanità, di partecipazione, di tenerezza, di spirito olimpico. Due gemelle britanniche strette sotto lo stesso ombrello per proteggersi dai deboli raggi solari; un piccolo plaid protegge le cosce dal filo di vento, lo stesso vento che gli atleti, sudati e stanchi, hanno benedetto. La fatica degli atleti traspare dal maxi schermo e loro due, appassionate, l’hanno osservata per 2h08’01″.











